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Intervista a Stefano Torregrossa: Onice Design

Classe 1978, padre di due bambini e home-worker, Stefano è un freelance navigato. Si occupa di Brand Design, Print Design e Packaging ma non solo, è anche docente presso l’università di Verona, IUSVE e Geekville.
Dal 2005 è un Freelance (for Love) e oggi si racconta sul nostro blog.

Ciao Stefano, come stai?
Bene, grazie! Al momento è mezzanotte e mezzo, sono seduto davanti al Mac (la mia scrivania è a metà strada tra il frigorifero e il divano) e divido la concentrazione tra questa intervista, una lattina di Coca-Cola e The Big Bang Theory in televisione… È la mia fase di decompressione dopo le (prime) tre ore di lavoro notturno!

Prima di tutto raccontami una cosa: perchè Onice?
Dunque, l’idea in realtà è di mia moglie. Cercavo un nome per la mia attività da freelance. Fino a quel momento mi chiamavo semplicemente con nome e cognome, ma volevo darmi un’identità diversa. Unico vincolo, oltre ad un dominio libero, era che fosse facile da pronunciare o dettare al telefono. Detto fatto: mia moglie Chiara se ne è uscita con Onice: si scrive come la pietra preziosa, ma si può leggere oh, nice!, che è sempre un bel complimento da ricevere per il proprio lavoro.

Quando hai iniziato a prendere il giro? Quando hai iniziato a ritenerti soddisfatto economicamente?
Vuoi la verità? Ho iniziato a fare il freelance vero e proprio nel 2005, dopo tre anni con contratto a progetto. Sono passati ormai più di 9 anni, ma posso dire di non essere ancora soddisfatto del tutto. Da qualche anno ho raggiunto una piacevole, diciamo così, velocità di crociera: il rapporto tra ore lavorate e fatturato è tutto sommato sufficiente. Ci mantengo la famiglia, pago tutte le tasse e le bollette, ogni anno riusciamo a fare una piccola vacanza e sotto l’albero di Natale i regali ci sono sempre. Certo: mi piacerebbe riuscire a mettere qualcosa da parte per il futuro (il mio, ma soprattutto quello dei bimbi) o iniziare a pensare ad una casa nuova – ma per ora è assolutamente impossibile.

Che cos’hai fatto per iniziare a prendere il giro?
All’inizio mi sono proposto presso le agenzie. Avevo qualche piccolo cliente diretto (amici e conoscenti, più che altro), ma era davvero troppo poco per pensare di mettersi completamente in proprio. Seguivo questi clienti e la mia auto–promozione nelle ore notturne, e di giorno lavoravo presso le agenzie. In realtà, quindi, i miei primissimi anni sono stati come “diversamente dipendente”: seguivo degli orari vincolati, avevo un posto fisso ed un guadagno orario fisso (pochissimo!) ma facevo fattura come un freelance.
Col tempo, la bilancia si è spostata: il tempo e la concentrazione che potevo dare alle agenzie con cui collaboravo da interno erano sempre meno. I clienti diretti erano aumentati (complice il passaparola, un po’ di promozione, il portfolio online, la presenza sui social e qualche attività di mailing), e le ore notturne non bastavano più. Ho quindi fatto ufficialmente il salto qualche anno dopo, diventando freelance a tutti gli effetti: la cosa bella è che quasi tutte le agenzie con cui collaboravo allora (oggi coprono circa il 15-20% del mio fatturato annuale) sono ancora oggi miei clienti. Solo che li seguo con la massima comodità da casa mia!

Ora gossip: il tuo più grave errore lavorativo?
È successo qualche anno fa. Doppio errore, stesso cliente: non avergli fatto firmare un contratto (non farò il nome del cliente: sappiate che era un noto locale del veronese) e non aver avuto il tempo o la voglia di inseguirlo con gli avvocati. Risultato: diverse migliaia di euro perse per sempre, in un periodo nemmeno troppo florido per il lavoro.

E la tua vittoria lavorativa?
Ne ho avute molte: mi piace pensare che sia perché so anche apprezzare le piccole soddisfazioni della vita professionale. Una delle maggiori è senz’altro il Premio Speciale Packaging e il Premio Miglior Etichetta vinti al recente International Packaging Competition di Vinitaly 2014 con le etichette Bigagnoli (e questo, d’accordo, non fa parte delle “piccole soddisfazioni” :D). Ma ce ne sono molte altre: mi basta un lavoro particolarmente riuscito, un post su Facebook particolarmente commentato, una mail di un lettore del blog che chiede un consiglio o mi manda un complimento per quello che scrivo, un cliente che mi ringrazia per l’ottimo lavoro, un like su Behance.
Bisogna imparare a riconoscere anche questi piccoli segni e goderne: c’è bisogno di ottimismo, sempre.

Cosa consigli ai giovani freelance che si imbattono in questa avventura?
Tre cose.
#Primo: siate sempre fieri della vostra scelta.
Siete freelance, costruttori del proprio destino: guidate voi, in prima persona, la vostra vita e il vostro futuro professionale. Ripetetevelo sempre, anche quando passate il weekend davanti al computer, quando i clienti sono rompiscatole, quando il lavoro è una palla o scarseggia. Vi servirà, se non altro perché saprete che siete (anche) voi i responsabili di quanto vi succede, nel bene e nel male.

#Secondo: non nascondetevi dietro i vostri monitor e tastiere. Sfruttate la rete per tutto quello che offre: contatti, community, consigli. Fate girare le conoscenze che acquisite: è finita l’era dei creativi custodi di chissà quali straordinari segreti. Ciò che sapete si arricchirà di nuovi stimoli se verrà ridistribuito. Non ho mai imparato così tanto come da quando ho deciso di aggiornare costantemente un blog.

#Terzo: mantenete un sano spirito accademico di ricerca e approfondimento.
Essere freelance significa sapere tutto: dovete conoscere il vostro lavoro, quello dei vostri fornitori, quello dei vostri clienti. Dovete intuire il futuro, anticipare le tendenze, essere reattivi e informati.
Quindi: leggete e studiate, in continuazione, perché è vero che non si finisce mai di imparare.
E non ci si può improvvisare, non su queste cose: un creativo non è un’artista.
Siamo progettisti: il nostro lavoro è un anello di un lungo processo con regole, tecniche, metodi e teorie che vanno conosciuti, assimilati e motivati ai nostri clienti.

Che dire, una bella sferzata di energia!
Trovate Stefano sul suo sito (c’è anche un interessante blog!), su LinkedIn e sulla pagina Facebook.

A presto e felice anno nuovo!

Maddalena Beltrami

Sono una grafica pubblicitaria dinamica, tenace con una smisurata passione per tutto ciò che è grafica e design. Vado matta per i brainstorming ben riusciti e la schedulazione maniacale del lavoro. Adoro il mio lavoro, non potrei fare altro nella vita. | Visita il mio sito web | Visita la fan page di MentaBalena

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