Le finiture speciali nella progettazione grafica

La creatività è fondamentale in fase di progettazione, ma una parte importante del processo è formata anche dalla fase di stampa.

In tipografia sono numerose le cose che si possono realizzare ma per rendere qualcosa davvero speciale bisogna far ricorso a volte alle finiture speciali.

Per “finiture speciali” si intende tutte quelle particolari lavorazioni che possono rendere uno stampato unico e memorabile.

Di seguito una carrellata delle finiture più particolari e più utilizzate dai professionisti della progettazione.

FINITURE MECCANICHE

Stampa a rilievo

La stampa a rilievo o rilievografia è una tecnica di stampa, si pratica con l’impressione di immagini incolori e sporgenti sulla superficie della carta. L’impressione si ottiene comprimendo il foglio tra un punzone a sbalzo e uno incavo: cliché e contromatrice. I rilievi possono essere suddivisi in: Emboss e Deboss. Si tratta di Emboss quando rispetto al piano otteniamo un innalzamento; nel caso del Deboss, invece, rispetto al piano si ha uno sfondamento del materiale. I rilievo si suddividono in: rilievi piani, rilievi multilivello e i cosiddetti rilievi artistici o sculptured.

Fustellatura

La fustella è uno strumento costituito da un profilo tagliente che riproduce una determinata sagoma e viene utilizzato in tipografia per tagliare la carta, il cartoncino o materiali simili in forme astratte diverse dal semplice rettangolo. In generale, la fustella serve per eseguire tagli identici e precisi ed è, perciò, utilizzata anche in altri ambiti industriali come, per esempio, la pelletteria, l’industria tessile oppure la produzione di etichette.

 

SUPPORTO E CARTA

Carta robusta

La carta standard utilizzata negli uffici con uno spessore superiore ai 50 gsm e priva di texture, disponibile anche nei colori pastello. Non ha resa particolarmente elegante ma è molto economica.

Carta vergata

Carta normale più spessa, con un pattern lineare ed eventualmente con un colore. Spesso utilizzata come carta da lettera e per i documenti aziendali più prestigiosi, costa da due a tre volte della carta robusta.

Carta con texture

Disponibile in numerose finiture ed eventualmente come carta da disegno, ideale per le stampe artistiche.

Carta a grana fine

Simile la carta vergata ma è leggermente più economica. La qualità è la medesima: è migliore rispetto alla carta da ufficio ma è priva di texture visibili perché durante la sua produzione viene utilizzata una grana più fine.

Vinile

Il prodotto ideale per gli esterni. La scelta dei colori per il substrato è limitata, mentre il vinile traslucido o monocromatico offre opzioni molto più varie.

 

INCHIOSTRI

Metallizzati

Creano un effetto luccicante delicato e opaco. Da i risultati migliori su carta patinata.

Ultravioletti

Creano un sottilissimo strato di plastica colorata. Possono creare colori più  ricchi degli inchiostri a solvente e possono essere applicati anche su materiali acrilici, vetro e metallo.

Fluorescenti

Creano effetti fosforescenti ma possono essere anche usati per migliorare la resa  di qualsiasi procedura di stampa CMYK.

Verniciatura a zone

Utilizza vernici trasparenti o serigrafie per ammorbidire i testi e immagini.

Verniciatura UV a zone

Una finitura ad alta lucentezza con trattamento UV: l’effetto è vistoso. La verniciatura può essere applicata a zone o meno e comprendere anche una texture.

Vernici Profumate

Creano un effetto profumato in alcune parti della superficie stampata.

 

PELLICOLE E LAMINE

Laminazione-trasparente

Utilizzato per applicare uno strato di plastica lucente, sull’intera superficie o con una finitura a zone.

Laminazione a pellicola iridescente

Permette di applicare una finitura iridescente a un livello colorato trasparente.

Impressione a caldo con pellicola

Molto usato per i biglietti di auguri e nel packaging. Il cartone robusto si presta molto a questa finitura.

Pellicole

La stampa su pellicole oleografiche o colorate si presta alle confezioni di prodotti più appariscenti: dà risultati estremamente brillanti.

 

Fonte: Computer Arts N°121, Wikipedia

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